NO-BULLISMO  NO-CYBERBULLISMO

25.01.2017


Da nord a sud si moltiplicano l'inziative tra istituzioni e privati per combattere insieme la piaga 2.0. 


Siamo a #Bari e nasce con l'obiettivo di far emergere drammi nascosti, e di rendere le vittime più consapevoli e più forti; è un pro­getto sostenuto dal Comune e che si chiama «Reputazione in rete e contrasto al cyberbullismo e alla cyberstudipidity, uso con­sapevole dei nuovi media».
«È la risposta - spiega il pro­ fessore Michele Baldassarre, di­ rettore del laboratorio di Peda­gogia sperimentale e multime­dia dell'Università di Bari - di­ventata urgente a una richiesta che viene da genitori e insegnan­ti ad un uso consapevole e re­ sponsabile dei social media. L'at­tenzione è rivolta alla preven­zione in chiave educativa e di (in)formazione dei fenomeni di cyberbullismo. ».
Il cyberbul­lismo, il male nascosto agli occhi degli adulti e visibi­le negli #smar­tphone e nei profili #social di tutti i ragazzi, invade la psi­che, distrugge l'autostima e au­menta notevolmente la probabi­lità di incorrere in un tentativo di suicidio rispetto alle forme di bullismo più fisiche e verbali, comunque molto diffuse.
Per aggredire a tutto tondo il problema, questo percorso vede fra i promotori l'assessorato alle Politiche educative e giovanili del Comune, l'Università, Anna Montefalcone (consigliere dele­ gato del sindaco per i Diritti di cittadinanza digitale), l'Ufficio scolastico regionale, il CNU (Co­mitato nazionale degli utenti), la #Poliziapostale, il Centro studi ricerche e formazione di Apulia Film Commission, il Forumna­ zionale e regionale delle asso­ciazioni dei genitori.
Con lo scopo di contrastare ogniforma di bullismo fra i ban­chi saranno coinvolte 18 scuole, fra medie e superiori. Il progetto intende formare in primo luogo gli insegnati che acquisiranno il ruolo di referenti interni. Suc­cessivamente, con la partecipa­zione deigenitori e dei ragazzi, si procederà ad approfondire il te­ma della sopraffazione, della vio­lenza, della responsabilità nelle relazioni mediate, per prevenire l'abuso di posizione sui network e consolidare una cultura della navigazione responsabile. L'idea è che durante il percorso venga definito un «manifesto» che sarà stampato e pubblicato in ciascu­na scuola di Bari, e venga ri­lasciato un «patentino» di navi­gazione ai ragazzi che avranno frequentato il corso. Sarà inoltre attivato un canale istituzionale a cui segnalare eventuali casi di cyberbullismo.
Diversamente dal bullismo vero e proprio, il cyberbullismo non comporta una violenza fisica, ma le vittime sono sottoposte a continua violenza psicologica. Il molestatore crede che, attaccando la sua vittima tramite mezzi di questo tipo, possa rimanere nell'anonimato e continuare a divertirsi alle spalle del suo bersaglio: tale anonimato, invece, è illusorio perché ogni tipo di comunicazione elettronica lascia delle tracce, ed è molto semplice risalire alla fonte per gli operatori delle Forze dell'Ordine. Inoltre, non avere profili Facebook, Twitter, Instagram o altri simili, potrebbe risultare, in questi casi, controproducente, non è la soluzione giusta.

(Fonte ;  Una Vita da Social )