Mia figlia vittima dei bulli a scuola. Vi prego, aiutatela...

06.03.2017

Accade alla Cocchia di Avellino. Il disperato appello del padre. "Sono preoccupato, temo il peggio"



«Ho paura per mia figlia. Si sentono tante cose sulle vittime del bullismo. Anche cose estreme. Non voglio che le accada nulla di male. Ma nessuno mi aiuta a fermare i ragazzi che la tormentano».

E' l'amaro sfogo di un padre. La figlia di Gianfranco ha dodici anni, frequenta la seconda media alla Errico Cocchia di Valle, ad Avellino.

«E' dall'inizio dell'anno che non la lasciano in pace».

Il motivo? La ragazzina è in sovrappeso. Basta qualche chilo di troppo per trasformare un alunno in una vittima sacrificale.

«L'anno scorso non era accaduto nulla - racconta Gianfranco -. La situazione è precipitata in questi mesi. O meglio, da settembre».

Uno stillicidio di insulti. Che non si ferma in classe. Ma continua sui social, sul gruppo whatsapp della scuola. Ovunque, sempre.

«Lei sta male, piange, si lamenta, è nervosa. Siamo molto preoccupati. Ci siamo rivolti a una psicologa».

Ma non è tutto. Gianfranco ha parlato anche con i genitori di uno dei bulli.

«Ma è stato inutile. Dopo che ho detto tutto quello che era costretta a subire la mia bambina non è cambiato nulla. Come se non avessi detto niente. Un muro. La questione non riguarda loro».

Gianfranco ha scritto anche alla dirigente della "Cocchia", Silvia Gaetana Mauriello. Una lettera accorata, la invita a intervenire: «Vi comunico che mia figlia è oggetto di continue vessazioni e atti di bullismo da parte di alcuni compagni di classe e ciò si perpetra anche all'esterno». E poi ha aggiunto: «Confido in voi nel denunciare questi atti di bullismo assurdo che fanno male a mia figlia e a tanti altri ragazzi».

La dodicenne - come detto - non subisce atti di bullismo solo in classe o sui social. «La tormentano ovunque - aggiunge suo padre -, anche sul pullman mentre torna a casa. E' un bersaglio continuo. Sono molto preoccupato per lei. Per il suo equilibrio. Per la sua serenità messa continuamente in discussione. Lo scorso anno era tutto regolare, e lei era felice di andare a scuola. Ora tutto è cambiato. Invito la preside a intervenire. E non solo per mia figlia. Ci sono anche altri ragazzi che subiscono la stessa sorte. Non è giusto. E soprattutto, come abbiamo visto fin troppe volte, le conseguenze rischiano di essere drammatiche. Non deve accadere, non può accadere. Credo sia facile individuare questi bulli. Non mi interessa se siano o meno puniti. 

Voglio solo che la smettano. Mia figlia era una ragazzina felice. Ore soffre di continuo».

I casi di bullismo sono purtroppo in costante aumento nelle scuole. Ci sono sempre stati, ma ora vengono amplificati dai social. E lì arrivano ovunque, generando un effetto a catena. E finali drammatici.

L'appello di Gianfranco per sua figlia è l'appello di tanti genitori che non riescono a trovare un rimedio al dolore dei loro ragazzi. Si parla molto di bullismo, ma nella realtà ben poco si fa. Le leggi sul cyberbullismo sono rimaste nel cassetto. E le scuole non riescono ad arginare la deriva della gogna continua.

Aiutate questi ragazzi.


Fonte; (https://www.ottopagine.it)