Lacrime............... [scritto da Miriam Schirone]

27.09.2017

«È uno degli ultimi sabati di vacanza, ho deciso di restare a casa.
Sta iniziando la scuola, ed ho talmente tante cose da fare! Devo comprare i libri, i quaderni...  



Ho deciso, quest'anno mi impegnerò tantissimo. Gli ultimi anni non sono andati molto bene, ma quest'anno sarà diverso, me lo sento.
Ho cambiato scuola, non vedo l'ora di conoscere i miei nuovi compagni di classe.
È stata una bellissima estate e so già che mi mancherà, almeno fino alla prossima.
Mi arriva un messaggio dal mio ragazzo.
È un tipo complicato. A volte, mi spaventa. Ma lo amo, più di qualsiasi cosa al mondo, non so cosa farei senza di lui. Mi dice di restare sveglia. Cosa starà progettando? Una sorpresa per farsi perdonare lo schiaffo dell'altro giorno? Speriamo.
Ultimamente mi ha detto che ho troppi amici maschi. È geloso, lo capisco, anche io a volte lo sono di lui.
La mia migliore amica mi scrive che lunedì dobbiamo assolutamente vederci ed uscire. Sono secoli che non la vedo!
Mia madre mi prepara una cena squisita e subito dopo mi metto a letto, con il telefono.
Passano le ore. Vedo qualche video, sfoglio Facebook.
Non mi sono accorta che si sono già fatte le 5 meno venti.
Mi si stanno per chiudere gli occhi, quando vibra il telefono.
È lui.
"Tra venti minuti passo, preparati."
È impazzito? Dove andremo?
Mi alzo nervosamente dal letto e mi vesto;
metto la mia maglietta preferita e dei pantaloncini.
Lascio il cellulare a casa, sarà questione di poco. Non posso rimanere tanto fuori, è quasi mattino, mia mamma non può scoprirlo.
Sono le 5:09.
Vibra il telefono.
"Scendi".
Entro nella sua macchina e lui parte, sfrecciando. Lo vedo più nervoso del solito.
Per la strada non c'è nessuno, solo la notte buia che incombe ancora per un'altra ora.
Si ferma in mezzo alla strada, mi fa scendere.
Mi prende per i capelli, mi trascina.
Non voglio andare, ho paura.
Arriviamo in una campagna fuori dalla strada, piena di ulivi.
Mi butta a terra, comincio a piangere.
Non farmi del male, non stavolta, ti prego, non ancora.
Basta.
Prende una grossa pietra e mi colpisce.
Vedo tutto nero.
Prima caldo, poi freddo.
Il sangue scorre.
Lui continua a colpire.
Non so difendermi.
Mi lascio andare.
Mamma, mi dispiace di non averti ascoltato. Ho bisogno di te. Dove sei?
Mamma, mi fa male. Ho paura.
Dì alla mia migliore amica che lunedì non ci sarò.
Non comprerò nessun libro per la scuola, perché io in quella classe non ci entrerò mai.
Mamma, non mi diplomerò mai.
Non avrò mai dei figli.
Non capirò mai cosa significa essere amata.
Mamma, non mi sposerò mai con l'uomo che mi avrebbe amata.
Non viaggerò mai.
Non farò mai successo nel lavoro.
Non invecchierò mai.
Non danzerò mai più.
I miei sedici anni mi accompagneranno per sempre;
sarò la ragazza uccisa, la ragazza dimenticata.
Ma tu non dimenticarmi mai mamma. Raccontami, raccontami nelle mie passioni, in tutto ciò che ero, in tutto ciò in cui avrei sperato di diventare.
Racconta come tutto questo mi è stato tolto.
Adesso giaccio fredda per terra, sono da sola, sotto un cumulo di pietre. E lo sarò per altri dieci giorni.
Mamma, non avresti dovuto vedermi così.
Dì a mia sorella di farsi forza.
Alle mie amiche di non piangere.
Non piangete per me, punite i colpevoli.
Combattete sempre contro la violenza sulle donne.
Mi chiamavo Noemi, Noemi Durini.
Avevo 16 anni, quando fui uccisa nella notte tra il 2 e il 3 settembre. »


Basta alla violenza sulle donne.