Il bullismo: un fenomeno sempre più virale

30.03.2017


Non c'è una legge specifica che disciplina il fenomeno del bullismo. Tuttavia, plurime sono le violazione dei principi fondamentali della Costituzione italiana (artt. 3, 33, 34), del codice penale (artt. 581,582,494,612, 612 bis, 660), del codice civile (art. 2043). Attualmente è all'esame del Parlamento una proposta di legge sul bullismo ed in particolare sul cyberbullismo. 



Il bullismo, tradizionalmente conosciuto, con la diffusione delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione ha assunto risvolti ancora più preoccupanti. Emblematici sono i tanti casi di cronaca che raccontano di giovani vittime devastate dal punto di vista psicofisico o addirittura che hanno compiuto il gesto estremo del suicidio. Il fenomeno è in costante aumento proprio in ragione dell'utilizzo dei social network, quali ad esempio Facebook.

Il cyberbullismo assume connotati propri di fluidità e pervasività. Rilevano la capacità di permeare le percezioni e la psicologia e la vita quotidiana dei giovanissimi, le cui attività di socializzazione avvengono sul web con altrettanta 'realtà' che fuori di esso; la sua natura 'virale', in grado di superare ogni confine e distanza nonché di raggiungere un grande numero di osservatori e testimoni; la sequenzialità dei messaggi, talché può sfumare fin quasi a dissolversi la individuabilità della deliberazione e della intenzionalità del messaggio nocivo; la possibile assunzione di una personalità in rete altra da sé, con conseguente affievolimento del senso del lecito e di remore etiche.


Come si riconosce il cyberbullismo?

Il cyberbullismo è una forma di bullismo via web. Il termine, infatti, indica atti di vessazione e molestie realizzati con l'utilizzo di mezzi elettronici come per es. email, chat blog, telefoni cellulari o siti internet.

Il cyberbullo, in condizioni di anonimato, mette in atto con intenzionalità e persistenza, atti persecutori attraverso il computer, creando spesso falsi profili, spedendo messaggi intimidatori, realizzando pagine web o pubblicando video e foto, in cui diffama la vittima indifesa.

Per tutelarsi è necessario prima individuare la sussistenza del pericolo. La vittima in genere presenta sintomi inequivocabili quali:

  1. indolenza;
  2. calo del profitto scolastico;
  3. stress e sfiducia nelle istituzioni;
  4. ansia;
  5. aumento delle assenze scolastiche.                                         

 È indispensabile trasmettere ai figli le regole base del rispetto civile e monitorare e controllare i ragazzi che passano sempre più ore davanti al pc.

Soltanto una sinergica azione di famiglia e scuola potranno arginare una forma di violenza tale da rendere la vittima totalmente schiava di un diabolico sistema