HIKIKOMORI IN ITALIA

06.11.2017

Il termine " Hikikomori " - Si può definire Hikikomori un fenomeno nato e sviluppatosi prevalentemente in Giappone, ma presente anche in Corea e Taiwan. Il termine fu coniato dallo psichiatra giapponese Saito Tamaki, dalle parole giapponesi "hiku (tirare)" e "komoru (ritirarsi)", letteralmente " stare in disparte, isolarsi "



In Italia - In altri paesi come Stati Uniti, Francia, Germania e in Italia il fenomeno Hikikomori era ancora poco conosciuto ma si è diffuso progressivamente nell'ultimo decennio,pur con particolarità legate ai singoli paesi. Ultimamente ne stanno parlando anche i media e le famiglie sono sempre più consapevoli della problematica nelle fasce adolescenziali, visti i dati importanti relativi all'abbandono scolastico.

Riguardo le fasce più adulte,
in Italia non si è ancora formata una "generazione di Hikikomori" che abbiano protratto l'autoreclusione volontaria per un periodo superiore ai dieci anni, ma si può parlare comunque di singoli casi.


La definizione clinica - Una sindrome Hikikomori è diagnosticabile in persone che hanno trascorso almeno sei mesi in una condizione di isolamento sociale, di ritiro dalle attività scolastiche e/o lavorative, senza alcuna relazione al di fuori della famiglia. Il periodo medio di isolamento sociale è di circa 39 mesi, ma può variare da pochi mesi a parecchi anni (Saito, 1998). Di solito sono giovani di sesso maschile che decidono di rinchiudersi volontariamente nella propria stanza, evitando qualunque contatto diretto con il mondo esterno, spesso famigliari inclusi. (Aguglia et al.2010).


Uso di Internet - In associazione al ritiro sociale può essere presente l'utilizzo intenso di Internet o dei videogiochi. E' oggetto di discussione quanto questi elementi siano solo un adattamento che si sviluppa successivamente per mitigare la nuova condizione di isolamento, piuttosto che un fattore che contribuisce a favorirne il mantenimento sviluppando potenziali forme di dipendenza. In questo senso ogni caso è da valutare in modo specifico.


Il trattamento del ritiro sociale effettuato dal Centro Hikikomori
terapia a domicilio o in sede: in genere i casi di ritiro sociale vengono segnalati attraverso la richiesta d'intervento dei genitori, il primo step è l'incontro con i familiari, successivamente si interviene a domicilio con il supporto di uno psicologo o psicoterapeuta specializzato ed esperto sui casi di autoreclusione volontaria. Parallelamente al trattamento del ragazzo Hikikomori, viene supportato anche l'intero nucleo familiare con degli incontri specifici inizialmente presso la nostra sede di Milano. La rete dei nostri terapeuti dislocata in diverse regioni del nord, centro, sud Italia ( Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia ) permette di raggiungere e supportare anche i casi che ci vengono segnalati fuori dalla regione Lombardia.

supporto psicologico on-line: nelle aree dove non siamo presenti o quando il caso particolare lo richiede, in una prima fase forniamo consulenza e supporto psicologico on-line con incontri via Skype dedicati sia per il ragazzo/a Hikikomori che per i familiari.

Il Centro ha acquisito negli anni un'esperienza importante nella prevenzione e nel trattamento terapeutico dei casi di autoreclusione volontaria - sindrome Hikikomori. In quanto Onlus, una parte dei progetti terapeutici sono stati realizzati con il contributo del Comune di Milano settore di zona 9 e con i fondi dell' Otto per mille della Chiesa Valdese.

I terapeuti della nostra cooperativa hanno sviluppato negli anni quella sensibilità e competenza spesso necessaria nel relazionarsi con gli Hikikomori che consente di iniziare un percorso di confronto e di evoluzione personale. In fase preliminare ha un ruolo rilevamente l'instaurarsi di un rapporto di fiducia che rafforzi la motivazione personale nel prendersi cura di sè. Nella nostra esperienza abbiamo riscontrato che nel contesto Italiano, a differenza del Giappone, nella maggior parte dei casi gli adolescenti ritirati accolgono un aiuto portato dall'esterno e rispondono in modo positivo al percorso terapeutico.



Fonte;https://www.centro-hikikomori.it