Dipendenza da Internet

27.06.2018

La Dipendenza da Internet fa riferimento all'utilizzo eccessivo e incontrollato di Internet che, al pari di altri comportamenti patologici/dipendenze, può causare o essere associato a isolamento sociale, sintomi da astinenza, problematiche a livello scolastico e "craving" (irrefrenabile voglia di utilizzo della Rete). 



Si tratta di un fenomeno studiato da diversi anni ma la sua individuazione è molto complessa per diverse ragioni. Prima di tutto, non esistono delle norme condivise su cosa definisca uso "eccessivo" (al di là della quantità di tempo trascorso sul web); in secondo luogo, spesso accade che l'utilizzo incontrollato di Internet nasconda altri tipi di dipendenze, rendendo maggiormente complessa la discriminazione della reale problematica.

 Ciononostante, i diversi studi analizzati permettono di definire alcuni aspetti utili per fare una prima valutazione di rischio rispetto ad un utilizzo disfunzionale/ patologico della Rete: a. uso eccessivo - spesso associato ad una perdita del senso del tempo che passa o la dimenticanza di bisogni primari (come ad esempio mangiare e dormire); b. senso di straniamento - con la manifestazione di sentimenti di rabbia, tensione e/o depressione quando il computer o la Rete sono inaccessibili; c. tolleranza - con il bisogno di accessori sempre migliori per il computer o di un sempre maggiore tempo di utilizzo; d. ripercussioni negative - incluse discussioni, bugie (soprattutto riguardo al tempo passato online), isolamento sociale e scarsi risultati in ambito scolastico. 


Ricerche europee (Livingstone, 2012) mostrano che, sebbene solo l'1% dei bambini sembri essere seriamente a rischio di sviluppare dipendenza, una percentuale variabile dal 12% al 26% mostra uno o più tra gli indicatori di un uso eccessivo di Internet. L'indagine di Telefono Azzurro e Doxa Kids del 2014 ci dice che i ragazzi di oggi sono decisamente "Always on": per ascoltare musica o radio (61%), per guardare video (60,2%), per fare ricerche sulla scuola e i compiti (58,3%), per curiosare e navigare nel web (57,3%), per fare acquisti (22%). La quasi totalità dei ragazzi (89,7%) possiede uno smartphone con l'accesso ad internet e utilizza Whatsapp per rimanere connesso con gli amici - mandando più di 50 messaggi al giorno nel 57,4% dei casi - oppure Facebook (82,3%). I ragazzi intervistati dichiarano che se non avessero un accesso costante a internet avrebbero paura di non venire a sapere le cose (33,8%) e di perdersi le news nel mondo (25,4%) 29 (Telefono Azzurro e Doxa Kids, 2014). Nel periodo compreso tra novembre 2012 e giugno 2014, al Centro Nazionale di Ascolto 19696 gestito da Telefono Azzurro sono pervenute 2 richieste di consulenza - 1 tramite e-mail e 1 tramite chat -, che hanno riguardato problematiche di dipendenza da internet. 

Per quanto riguarda la casistica della linea telefonica non è stato possibile rilevare il dato quantitativo, il che indica una possibile sottostima della presente rilevazione (Telefono Azzurro, elaborazione dati 2014). Nel semestre compreso tra il 1 gennaio e il 30 giugno 2015, le richieste di aiuto per questa tematica sono state 5, 3 attraverso consulenza telefonica, 2 via chat. 

Tra aprile e dicembre 2015 le richieste di aiuto per problematiche legate ad una dipendenza da internet sono state il 4% delle segnalazioni legate al web. E' possibile evidenziare inoltre che le situazioni di dipendenza riportate alla Helpline di Telefono Azzurro sono spesso legate a problemi familiari o difficoltà relazionali con i coetanei. Non a caso, quindi, questo è uno dei rischi percepiti dai ragazzi intervistati da Telefono Azzurro e Doxakids (2016), individuato dal 35% dei ragazzi intervistati (39% dei 16-18enni). Il 17% degli intervistati (13% dei 12enni) ha già vissuto situazioni di questo tipo. Indicazioni operative | Se si ravvisa un rischio per il benessere psicofisico delle persone minorenni sarà opportuno rivolgersi ad un servizio deputato ad offrire un supporto psicologico anche passando per una consultazione presso il medico di base o il pediatra di riferimento. 

Le strutture pubbliche a cui rivolgersi sono i servizi socio-sanitari del territorio di appartenenza (consultori familiari, servizi di Neuropsichiatria Infantile, i centri specializzati sulle dipendenze, etc.).




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