Bullismo tra bambine.. una mamma si vendica

15.02.2017


Vistarino. La 34enne a processo è accusata di aggressione con un cacciavite Agguato in cortile dopo scherzi pesanti a scuola. Il pm chiede la condanna  



VISTARINO. Si sarebbe scagliata contro l'altra mamma per vendicare gli atti di bullismo a cui le figlie della "rivale" avevano, a suo dire, sottoposto la propria. Nessun dubbio per l'accusa: K. C., una donna di 34 anni di Vistarino, è entrata nel cortile dell'abitazione dell'altra mamma e l'ha colpita al volto con un cacciavite, provocandole una ferita alla fronte. Martedì pomeriggio, davanti al giudice Luigi Riganti, il pubblico ministero Roberta Villa ha chiesto una condanna a due mesi per le accuse di violazione di domicilio e lesioni personali. Nessuna richiesta di pena, invece, per l'accusa di ingiurie, reato che è stato di recente depenalizzato, e per l'accusa di lesioni ai danni della figlia di otto anni della parte offesa, che secondo la denuncia sarebbe stata colpita con un calcio. Il giudice ha rinviato al 4 di aprile per la sentenza.

La difesa, rappresentata dall'avvocato Francesca Timi, dal suo canto ha tentato con l'arringa conclusiva di presentare un'altra ricostruzione dei fatti e provare a scongiurare così la condanna. La stessa imputata nel corso del processo aveva ammesso il litigio che però, a suo dire, sarebbe avvenuto sulla strada, davanti al cancelletto del cortile e non dentro la casa della presunta vittima. Ha anche negato la presenza di un cacciavite: a ferire al volto l'altra mamma (parte civile con l'avvocato Rosario Tripodi) sarebbero state, per errore le sue unghie.


Confermato da entrambe le parti, invece, il contesto della vicenda e le ragioni che avevano portato alla discussione. L'imputata, infatti, contestava all'altra mamma di non tenere "a bada" le proprie figlie, protagoniste, a suo dire, di veri e propri atti di bullismo nei confronti della sua bambina, che frequentava la stessa classe delle elementari di una figlia dell'altra donna. Prese in giro, dispetti, ma anche bigliettini con insulti trovati nel giardino di casa. Perfino una foto di classe in cui la bambina dell'imputata sarebbe stata cancellata con una X. Così, un giorno, la mamma sarebbe andata dall'altra per chiarire la faccenda. Ma l'incontro, secondo l'accusa, era degenerato. In aula, durante il processo, ha deposto anche la figlia minorenne

(oggi 15enne) della parte offesa: ha raccontato che l'imputata era entrata a casa loro approfittando della porta non chiusa a chiave e aveva insultato e picchiato la madre che si trovava in cucina a lavare i piatti. La ragazza aveva confermato di avere visto un cacciavite di colore bianco. 



(Fonte ; laprovinciapavese.gelocal.it )