Bullismo a scuola ; Grido di speranza... La lettera  di una  Mamma disperata

04.03.2017

GRIDO DI SPERANZA ...

La lettera mandataci da una Mamma, sua figlia  di appena 12 anni, vittima di Bullismo 


Insulti e prese in giro questa volta però non sono bastate, alla ragazzina un compagno di scuola, con la lametta di un temperino tra le mani, le avrebbe detto "O ti tagli da sola, o ti tagliamo noi".  

Ecco la lettera

Sono una mamma di una ragazzina di appena 12 anni, lei dolce, socievole ma allo stesso tempo fragile fragile.

Ama disegnare, e spesso quando disegnava a scuola alcuni compagni per non ammettere che i suoi disegni erano belli, se li passavano tra loro, e alcuni di loro con poco garbo li strappava, dicendole che fanno schifo come fa schifo anche lei, rimanendoci malissimo e delusa. 

Oltre a disegnare ha la passione per le moto, ma veniva derisa, perche' secondo alcu ni di loro,  lei non sarebbe mai stata in grado di comprarsene una e tantomeno di salirci su. 

Per alcuni nemmeno quei suoi bei capelli lunghi andavano bene, e dopo l'ennesima offesa decide di tagliarseli, e una volta tagliati per loro era un maschiaccio.

Quel suo vestirsi con jeans tagliati al ginocchio, non andavano bene, come anche le felpe o le convers, perchè secondo alcuni questo abbigliamento è da trasandati.

Mi accorsi da subito che c'era qualcosa che non andava, cosi parlandone con lei mi rispose che alcuni suoi compagni la offendevano, ne parlai all'incontro scuola famiglia con i professor,  dissi a lei che alla "violenza" non si risponde con la "violenza", e di lasciarli perdere che cosi' facendo la finivano. 

Ma non fu' cosi...

Anche lei ne parlava con i professori, e spesso quando si alzava in piedi come segno di rispetto verso di loro e esponeva il suo problema, le dicevano di risedersi e di lasciar perdere.

Passava tutte le sere d'estate a ballare , senza fermarsi mai, era un suo modo per sentirsi libera, molti l'ammiravano e si chiedevano come fa a ballare ore e ore senza fermarsi, ma lei era felice perchè veniva apprezzata.

Intanto i giorni passavani e qualsiasi cosa diceva o faceva non andava bene, fino a che lei decise di non studiare piu' con la speranza che venisse bocciata, solo cosi poteva "liberarsi"  di quei compagni che ogni giorno la insultavano e umiliavano.

Ogni giorno all'uscita di scuola le chiedevo come era andata la giornata e la sua risposta era...bene !!!

Ma io sentivo che non era cosi.

Un giorno aveva gli occhi tristi, sentivo che qualcosa di grave era successo, cosi arrivati a casa lei non volle pranzare, disse che aveva mal di testa e ando' a letto, andai in camera e lei riposava.

Intanto mio marito ando' al lavoro.

Dopo un po' mia figlia venne in cucina e le chiesi se avesse fame, ma quegli occhi erano offuscati,  piu' tristi che mai.

Presi la sedia e mi misi accanto a lei, chiedendole cosa avesse e che qualsiasi cosa sia lo avremmo affrontato insieme come sempre, lei tendeva a nascondersi il braccio, io non so spiegarmi come e perchè le chiesi...(amore fammi vedere il braccio, credevo che si era scritto qualcosa, come si faceva anche ai miei tempi) invece cio' che vidi mi gelo' il sangue...

Il mio cuore si fermo' di botto... come se qualcuno mi avesse trafitto l'anima vidi quel braccio che non scordero' mai per il resto della mia vita... 

Quei tantissimi tagli che si era inflitta, mi hanno lacerato il cuore.

Con un filo di voce le dissi (Amore perche'?) la sua risposta agghiacciante..(Mamma mi dicono che faccio schifo, che sono brutta, mi hanno detto fai schifo ucciditi..che si credono che io ho paura?)

Scrissi subito un avviso per la professoressa  chiedendole di essere ascoltata subito, ma non aspettai, l'indomani andai con mio marito a scuola, mi dissero che loro non avevano visto e sentito mai nulla, chiamammo mia figlia che espose il suo problema e visto il braccio ci disse io avverto il dirigente voi andate subito dallo psicologo.

 Non sapevamo a chi rivolgerci, cosi chiamai la mia dottoressa che era impegnata e mi fisso' un appuntamento dopo alcuni giorni, cosi facemmo.

Intanto da sola  tramite mille telefonate di cercavo una psicologa affinche' ci aiutasse.

Quando la dottoressa (medico curante) ha visto mia figlia ci disse o andate voi o ci devo andare io ad esporre il problema ai carabinieri, appena usciti ci recammo in caserma raccontando l'accaduto, loro prontamente avvisarono tutte le istituzioni e andarono anche a scuola, chiedendo il perchè noi nonostante avessimo esposto il problema la scuola non li avesse avvertiti.

Intanto il dirigente aveva indetto una riunione con tutti i genitori, la prima cosa che disse fu...( vi hanno detto che sono venuti i carabinieri a scuola?per altro con la faccia sorridente) alcuni genitori esclamarono seccati (addiritura far venire i carabinieri che vergogna dove siamo arrivati) ovviamente di tutto si parlava tranne di mia figlia.

Cosi fu mio marito a parlare e ad esporre l'accaduto, premetto che il dirigente non ci ha mai chiesto come sta mia figlia, a lui importava solo il buon nome della scuola, la salute e lo stato psicologico di mia figlia a lui poco importava... 

Le indagini sono tutt'ora in corso....